Monthly Archive Aprile 2016

Raduno a Coverciano per arbitri donna

Daneluz_Zonta_01L’emozione di entrare nel Centro Tecnico Federale e respirare l’aria nazionale: è questa l’esperienza che il Settore Tecnico ha permesso di vivere a 40 associate provenienti dai CRA/CPA e OTS. È stato molto più di uno stage atletico, un incontro formativo dal titolo “Tecnica ed etica, organizzazione ed umanizzazione”: infatti le partecipanti hanno avuto la possibilità non solo di ascoltare gli interventi ispiratori dei numerosi convenuti, primi tra tutti il Presidente dell’AIA Marcello Nicchi e il Responsabile del Settore Tecnico Alfredo Trentalange, oltre ai molteplici componenti del Settore Tecnico, ma anche di confrontarsi e di carpire i suggerimenti delle donne arbitro che svolgono il loro ruolo a livello internazionale.
Sono stati offerti moltissimi spunti di riflessione sia a livello tecnico che a livello etico su quale sia il ruolo dell’arbitro all’interno del calcio, della società in generale e nello specifico dell’Associazione.

footer2_12165Il susseguirsi di incontri in aula è stato inframmezzato dai momenti atletici: guidate dal professor Castagna, le partecipanti hanno sperimentato in prima persona il protocollo “FIFA11+” per la prevenzione infortuni e sono state testate mediante lo yo-yo intermittent recovery test level 1.
Al termine dei 2 giorni densi di attività, ogni ragazza rientra nella propria Sezione con la consapevolezza di aver avuto un privilegio e di avere il dovere di trasmettere a quanti più associati le competenze acquisite e le emozioni vissute.

Vedi articolo su sito www.aia-figc.it

 

Grandi novità per la stagione che verrà.

LawOfTheGame16Come preannunciato al termine del 130° congresso dell’IFAB tenutosi ad inizio anno, saranno molte e sostanziali le modifiche Regolamentari che verranno introdotte a partire dalla prossima stagione sportiva.

In attesa di una corposa “Circolare nr. 1”, vediamo il nuovo “Law of the Game”

 

Conosciamoli da vicino – 8 E’ TEMPO DI BEACH ARENA Alessandra AGOSTO

Al lavoro2012È cominciato il 6° anno della CANBS, il mio 6° anno come Componente Nazionale di una Commissione Tecnica. In marzo abbiamo selezionato 6 nuovi Arbitri che sono entrati a far parte del Gruppo ed in maggio ci sarà il Raduno pre campionato. Il campionato di Beach Soccer infatti comincia i primi di giugno con la Coppa Italia e poi a seguire ci saranno le tre tappe per ognuno dei due gironi da 10 squadre ciascuno che determineranno le squadre che andranno a giocarsi le finali a Riccione in agosto. Un campionato breve ma intenso, molto spettacolare e divertente, da guardare, da arbitrare, da osservare, da vivere.

Il Beach Soccer è uno sport che regala molte emozioni e che ti ripaga con grandissime soddisfazioni. Quando l’ho arbitrato infatti mi sono divertita tantissimo e, anche se non ho raggiunto gli obiettivi sperati, è stata un’esperienza meravigliosa. Arbitrare sulla sabbia non è facile, ci vuole tanto allenamento e tanta resistenza ad alte temperature (e io mi sono anche strappata un tendine!). Può capitare di arbitrare a Montalto di Castro (VT) con la sabbia vulcanica (nera) ed un sole cocente alla fine di luglio, oppure in pieno agosto fare le finali a Catania con più di 40° all’ombra ed avere la partita alle 14.00 e a me è bastato il calore della sabbia di Lignano per ritrovarmi con le bolle sotto i piedi dopo una giornata di gare!0z5_Cordenons-Agosto-Frau Ma l’ambiente in cui si vive ti ripaga di tutti i sacrifici fatti. Per prima cosa un Gruppo arbitrale che è una grande famiglia, con Persone speciali che trovano un legame particolare tra loro, costruito in giorni e giorni passati insieme, fatto di momenti di crescita, affrontando soddisfazioni e dispiaceri, di momenti tecnici ed anche di relax. Il modo in cui viviamo le tappe è solo del Beach Soccer: a differenza delle altre discipline del calcio, nel BS tutte le squadre di un girone si trovano in una località per due/tre giorni e giocano due/tre giornate del campionato. Per questo tutti gli Arbitri designati passano qualche giorno insieme nella località della tappa arbitrando le proprie partite e guardando i Colleghi arbitrare le altre. E sugli spalti ci vengono sempre a trovare i Colleghi delle Sezioni delle zone in cui ci sono le tappe, si sta insieme, ci si conosce, si vive il calcio. La sera riunioni tecniche e poi magari una birretta ed una passeggiata, ma nulla di più: il giorno dopo ci sono ancora gare e poi per le strade si incrociano sempre giocatori delle squadre che il giorno dopo si andranno ad arbitrare.

Quando ho cominciato ad arbitrare, nel 2005, la tappa di Lignano era quella delle Finali e con me c’era Marco Buscema, uno degli Arbitri del FVG che, insieme a Carlo Taverna, arrivato nel 2010 dal primo corso di selezione, ha raggiunto i massimi livelli dell’arbitraggio nel Beach Soccer in Italia. La nostra Regione si è sempre contraddistinta sia per la presenza arbitrale nel Gruppo, sia per il lavoro di selezione e di supporto dei CRA, presenti sempre alle tappe locali. Ed è arrivata anche la prima donna dai corsi di selezione, Vania Cordenons (che ora si è trasferita di Sezione in Emilia Romagna), insieme alla Collega sarda Viviana Frau.

???????????????????????????????Come OT il Beach è una gioia: vedere i ragazzi crescere e migliorare partita dopo partita, entusiasmarmi per le partite dirette alla grande, organizzare i Raduni o le trasferte, aiutare gli Osservatori a dare il meglio, imparare da ogni incontro con i miei Colleghi e poi emozionarmi per come le nostre punte di diamante ci rappresentano in Europa e nel mondo, come nel 2015, quando una parte di me ha arbitrato la finale del Mondiale negli occhi del nostro Arbitro di punta, Gionni Matticoli, nostra grande soddisfazione. Ma a livello internazionale c’è anche Michele Conti come Istruttore FIFA, grazie al quale ho conosciuto il mondo FIFA dal di dentro: ho partecipato alle riunioni giornaliere degli Arbitri del Mondiale, al momento delle designazioni, alla visione dei filmati ed al debriefing post gare, ho conosciuto Arbitri di tutto il mondo, ho assistito ad una riunione di Busacca, ho incontrato Blatter.

E così questa stagione chiude un ciclo: ho arbitrato due stagioni e due anni dopo Michele mi ha chiesto di entrare nella Commissione Sperimentale per due anni, finché è nata 6 anni fa la CANBS. Non so cosa mi riserverà il futuro ma so che in questi anni ho ricevuto tantissimo: Persone speciali, amici veri, grandi soddisfazioni: alla prima esperienza da Arbitro ho fatto da Cronometrista alla Finale del Campionato Italiano, sono stata la prima donna ad arbitrare il Beach ed anche la prima donna Componente Nazionale (ora ce ne sono altre due in altre due Commissioni), ho vissuto un Mondiale (quello di Ravenna), fianco a fianco con il team internazionale, sono cresciuta come Arbitro, come Dirigente, come Persona e sono infinitamente grata all’AIA e a tutte le Persone che mi hanno permesso di crescere, sbagliare, imparare, sorridere, vivere il mondo del calcio da una posizione privilegiata.

Conosciamoli da vicino – 7 ALLA RICERCA DEI TALENTI Massimo TOMASULO

zz_tomasulo_03Massimo Tomasulo è un associato della Sezione di Trieste da 28 anni. Osservatore arbitrale dal 2007, è per la terza stagione a disposizione della CAN D, al quinto anno della sua esperienza nazionale dopo due stagioni trascorse alla Commissione Arbitri Interregionale.

Quando e come sei diventato arbitro? Nell’AIA ho cominciato a 24 anni, ma le mie prime esperienze risalgono come arbitro di calcio a 7 tra i pulcini in una struttura parallela all’AIA.

24 anni, al giorno d’oggi, è un’età avanzata per cominciare. Quali categorie hai raggiunto sul terreno di gioco? Un tempo a livello regionale c’era meno attenzione all’età, perciò nonostante abbia iniziato tardi ho potuto raggiungere l’Eccellenza sia come Arbitro Effettivo sia come Assistente Arbitrale; pur non essendo selezionabile, quindi, ho potuto togliermi diverse soddisfazioni in campo. Anche una volta rientrato nell’organico sezionale ho continuato con il “calcio giocato” fino a 42 anni.

zz_tomasulo_02Terminata l’esperienza con il fischietto in mano hai deciso di proseguire come Osservatore. Sì, a 42 anni è stata un po’ una scelta obbligata. A tal proposito, per affrontare questa nuova avventura è stato fondamentale l’entusiasmo trasmessomi in Sezione da alcuni colleghi già osservatori. È una carriera molto diversa rispetto a quella dell’arbitro effettivo, le sensazioni e le emozioni che si provano sono molto differenti. Come osservatore, speri sempre di riuscire a comunicare la tua esperienza e a dare un contributo a coloro che poi scendono sul terreno di gioco.

Sebbene tu sia impiegato a livello nazionale, è noto che le distanze percorse dagli osservatori sono più brevi rispetto a quelle percorse dagli arbitri inquadrati nello stesso organico. Qual è il tuo “metro” tipo?  Di solito, vengo impiegato in Friuli Venezia Giulia e in Veneto, nel girone C di Serie D. È un grande impegno, perché può comunque significare avere anche 3 ore di viaggio per raggiungere il campo di gioco sede della designazione. Inoltre, l’impegno dell’OA è “traslato” rispetto a quello di un arbitro: mentre la preparazione della gara della terna inizia ben prima di arrivare al campo e con il triplice fischio gli arbitri si possono sostanzialmente rilassare, l’OA inizia il grosso del suo lavoro con il fischio d’inizio e lo termina ben più tardi con la stesura della relazione, che è essenziale per un osservatore. Nel mio caso, dovendola consegnare la mattina successiva alla gara, significa spesso terminare il mio lavoro a notte inoltrata. Mediamente, questo impegno viene replicato per 20 domeniche a stagione: è perciò fondamentale essere animati da una grande passione, perché è comunque richiesto un sacrificio.

zz_tomasulo_01A proposito di passione, chi frequenta la nostra Sezione sa che ne hai molta: sei sempre presente anche nella vita associativa. Sì, io intendo la mia attività nazionale come la possibilità di imparare e di confrontarmi con altre realtà e di poter trasmettere tutto ciò che acquisisco in Sezione: cerco di assolvere quest’ultimo compito seguendo gli OA dell’OTS. Molti, terminata la carriera sul campo, scelgono di abbandonare l’attività; la possibilità una carriera più lunga, come è stato per me, sul terreno di gioco ritengo che fornisca la possibilità di affezionarsi maggiormente all’AIA scegliendo poi di proseguire come osservatori; tuttavia penso che sia vitale la presenza e l’interesse di colleghi più “anziani” che ti guidino. Il mio ruolo nazionale rappresenta un’opportunità in più per contagiare con positività le “nuove leve”.

La maggior difficoltà per un osservatore?  È importante affrontare sia gli aspetti positivi che quelli negativi in sede di colloquio, per poter far ben presente ai visionati le aree negative su cui è necessario intervenire ma trasmettendo il giusto entusiasmo per la gara successiva.

Nell’adempimento del tuo compito, hai mai avuto qualche incidente? Non ho mai avuto problemi ad abbandonare l’impianto dopo una gara, ma qualche volta è capitato prima di entrare nello spogliatoio della terna di subire, da parte dei dirigenti scontenti per l’operato dei colleghi, pressioni per influenzare negativamente il mio giudizio.

Che cosa diresti a un ragazzo che vuole cominciare la

sua carriera da arbitro? Oggi per un giovane ci sono tantissime distrazioni. Per cominciare e soprattutto per continuare ci vogliono tanta passione e tanta concentrazione. La vita sezionale, a tal proposito, è essenziale: non solo ti permette di crescere tecnicamente, ma è anche fonte di tante occasioni per aggregarsi e condividere passione ed emozioni.

 

Scomparso nella notte Cesare Maldini

All’età di 84 anni, è mancato nella notte l’ex CT della Nazionale Italiana Cesare Maldini. Nato a Trieste il  5 febbraio del 1932, ha esordito nella Truestina prima di approdare al Milan dove terminò la carriera da capitano. Primo italiano ad alzare la Coppa dei Campini con il Milan nel 1963, fu anche il primo CT a portare alla vittoria la Nazionale Under 21. Fu anche campione del mondo nel 1982image come vice del corregionale Enzo Bearzot.

In suo ricordo, il Presidente Federale ha disposto l’effetto azione di un minuto di raccoglimento per tutte le gare di oggi e domani.